02 56568779 [email protected]

Login

Iscriviti

Dopo aver creato un account, potrai controllare i tuoi pagamenti, controllare le conferme e dare un giudizio al progetto una volta portato a termine.
Username*
Password*
Conferma Password*
Nome*
Cognome*
Email*
Telefono*
Paese*
* La creazione di un account significa che sei d’accordo con i Termini di Servizio e Dichiarazione della Privacy.

Sei già membro?

Login
02 56568779 [email protected]

Login

Iscriviti

Dopo aver creato un account, potrai controllare i tuoi pagamenti, controllare le conferme e dare un giudizio al progetto una volta portato a termine.
Username*
Password*
Conferma Password*
Nome*
Cognome*
Email*
Telefono*
Paese*
* La creazione di un account significa che sei d’accordo con i Termini di Servizio e Dichiarazione della Privacy.

Sei già membro?

Login

Valentino e la sua esperienza ICYE nella perla d’Africa

esperienza

Tornare in Africa, dopo 12 anni, a soli 9 mesi dal compimento della maggior età, è certamente una prova della vita. E devo ammettere che, quando sono atterrato a Entebbe, Uganda, tutto spossato dal lungo viaggio, e dalla breve dormita di un’ora, e quando poi sono stato portato nella casa della famiglia che mi ha ospitato per la prima notte, neanche credevo di essere lì per davvero. Vedevo tutto così diverso, così distante, quasi come fosse irraggiungibile, che non sembrava reale.

I giorni successivi, a partire dal secondo, quando sono stato portato al Centro, sede del progetto, sono stati quelli più difficili. Da un lato, ho realizzato effettivamente che quello che vedevo sarebbe stato parte di una realtà che avrei dovuto vivere per due mesi. Dall’altro, abituarmi a una cultura, uno stile di vita, un contesto, così diversi, è stato, all’inizio, davvero complesso.

Quando sono arrivato al centro, ho visto gli sguardi dubbiosi di quei bambini. Per loro, come per i passanti quando passeggio per strada, io sono il mzungu, l’uomo bianco, quello nuovo, appena arrivato. Ho realizzato in quel momento che pochi, pochissimi di loro, parlavano inglese. Ci è voluta una palla per sciogliere il ghiaccio. Uno di loro me l’ha passata, e io l’avevo ripassata a lui, poi a un altro, poi a un’altra, e così via. Da quel momento, ho iniziato subito a sentirmi a mio agio con loro, specialmente la sera, quando sono andato a salutarli, che mi hanno assaltato tutti per abbracciarmi, sciogliendo il mio cuore.

I giorni seguenti ho cercato, il più possibile, di conoscerli, esplorarli, esplorare le loro storie, le loro personalità, il loro carattere. E sono tutti diversi: chi ha bisogno di tanto affetto, chi è pieno di energia, chi parla tanto, chi parla solo lo stretto necessario.
Esplorare le loro storie è stato un qualcosa che mi ha toccato davvero nel profondo: tra chi era destinato a essere sacrificato, chi è stato abbandonato in un cassonetto della spazzatura, in una discarica vicino alla capitale, chi è stato lasciato sotto a un camion, a un pelo dall’essere investito, chi ancora riporta segni di ferite, con la plastica bruciata, causate dalla violenza della matrigna. Non è facile capire quale sia la peggiore storia. E trovo incredibile come, nonostante il difficile passato, che noi neanche possiamo immaginare, li vedi ridere, sorridere, divertirsi, e questo scalda il cuore.

 

Con l’arrivo degli altri due volontari dalla Germania, ho iniziato a sentirmi molto meno solo, specialmente quando non ero con i bambini, e ho iniziato davvero a sentirmi come fossi a casa. Certo, mi sono dovuto abituare alle secchiate d’acqua fredda per far la doccia, al meteo totalmente imprevedibile, allo sguardo curioso delle persone quando cammino per strada, tra chi mi saluta, chi mi osserva con sospetto, chi mi chiama “mzungu”, per non parlare di tutte le battaglie contro le zanzare che si infilano nella rete.
È certamente un’avventura, ma un’avventura che merita di essere fatta.

Perché bisogna fare della propria vita un’opera d’arte.

 

 

Text Widget

Nulla vitae elit libero, a pharetra augue. Nulla vitae elit libero, a pharetra augue. Nulla vitae elit libero, a pharetra augue. Donec sed odio dui. Etiam porta sem malesuada.

Recent Works

Commenti recenti